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	<title>Principio di Indeterminazione &#187; informatica</title>
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	<description>The most incomprehensible thing about the world is that it is at all comprehensible</description>
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		<title>CrashPlan e il problema del backup</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 19:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza & Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Con backup comunemente si definisce l&#8217;azione di proteggere i dati importanti che sono memorizzati sul computer. Poiché i dati del computer sono normalmente custoditi dentro gli hard-disk, delle scatole metalliche al cui interno girano vorticosamente (almeno 90 giri al secondo!) dei dischi letti da delle puntine magnetiche. La meccanica degli hard-disk è delicata e vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.flickr.com/photos/smemon/4473026883/in/photostream/"><img class="aligncenter size-full wp-image-490" title="4473026883_93e7681a72" src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/uploads/2011/01/4473026883_93e7681a72.jpg" alt="" width="450" height="157" /></a>Con <strong>backup</strong> comunemente si definisce l&#8217;azione di proteggere i dati importanti che sono memorizzati sul computer. Poiché i dati del computer sono normalmente custoditi dentro gli <strong>hard-disk</strong>, delle scatole metalliche al cui interno girano vorticosamente (almeno 90 giri al secondo!) dei dischi letti da delle puntine magnetiche. La meccanica degli hard-disk è delicata e vari fattori influenzano il loro funzionamento. Si dà per scontato che il computer custodisca le proprie foto, e-mail, canzoni, documenti, fino a che un giorno&#8230;senza preavviso ci si trova senza nulla, senza avvisi, senza segnali d&#8217;allarme. Nulla. Una scatola silenziosa. E quindi ci si trova spesso ad associare la parola &#8220;backup&#8221; al tempo condizionale: &#8220;<em>avrei dovuto fare il backup</em>&#8221; oppure, se si hanno amici poco sensibili che amano dire cose ovvie, <em>&#8220;avresti dovuto fare il backup</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: left;">Io penso che esistano due tipi di backup: quelli <strong>attivi</strong> e quelli <strong>passivi</strong>. Nel primo caso è l&#8217;utente che si <strong>ricorda</strong> di copiare i documenti, organizzare i vari dischi, decidere il momento giusto e così via. E secondo me non funziona, perché è natura umana scordarsi degli eventi negativi e quindi via via l&#8217;esigenza di tutta la fatica legata al backup tende a svanire. Finché la <strong>Legge di Murphy</strong> non colpisce di nuovo. Un backup passivo invece non richiede l&#8217;azione dell&#8217;utente, rimane in <strong>sottofondo</strong>, secondo regole prestabilite, a copiare e proteggere i dati. Gli utenti Mac hanno di default <a href="http://www.apple.com/macosx/what-is-macosx/time-machine.html">Time Machine</a>, una grandissima soluzione (sia a livello di prestazioni che di interfaccia) di backup, ma che funziona solo su dischi esterni.</p>
<p><span id="more-489"></span>Ultimamente ho testato qualche software di backup cercando quello che avesse le seguenti caratteristiche:</p>
<ol>
<li><strong>Invisibilità</strong> per l&#8217;utente: poche icone, poche richieste, pochi messaggi.</li>
<li><strong>Velocità</strong>: non voglio che rallenti il computer mentre copia i file</li>
<li>Possibilità di fare backup in <strong>locale</strong> (dischi esterni) o in <strong>remoto</strong> (su dischi di rete, computer esterni, cloud)</li>
<li>Possibilità di selezionare le parti del computer da &#8220;proteggere&#8221; (non quindi sistemi di sincronizzazione come <strong>Dropbox</strong>)</li>
<li>Costi bassi</li>
<li>Software <strong>multipiattaforma</strong> (Windows, Linux e Mac)</li>
<li>Possibilità di recuperare file cancellati ed accedere alle &#8220;versioni&#8221; passate dei backup</li>
</ol>
<p>Ho provato <a href="http://www.idrive.com/">iDrive</a> per una settimana, con l&#8217;intenzione di valutarne l&#8217;acquisto per 50 Gb di spazio (per la mia cartella di lavoro e documenti). Il software non era male, copiava i file e ne manteneva le versioni passate, lo faceva velocemente e senza molte storie. Il problema principale era l&#8217;interfaccia: confusionaria e troppo invadente per i miei gusti (con un&#8217;inutile icona nella barra di sistema). Dopo aver letto un po&#8217; di recensioni sul Web ho deciso di provare <a href="http://www.crashplan.com/">CrashPlan</a> (il nome è esplicativo) e penso di aver trovato la soluzione definitiva.</p>
<p><a href="www.crashplan.com"><img class="  alignleft" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="CrashPlan logo" src="http://www.robplatt.com/wp-content/uploads/2010/02/crashplan.gif" alt="" width="178" height="96" /></a></p>
<p><strong>CrashPlan</strong> è multipiattaforma ed è gratuito, è a pagamento solo lo spazio remoto per il backup (dal nome <strong>CrashPlan+</strong>). Il software è semplice è invisibile: decidi cosa salvare, dove salvarlo, ogni quanto e quante versioni mantenerne. Poi si possono decidere varie cose sulla criptazione dei dati, la loro compressione, le impostazioni di rete e così via. La vera potenza del software è sulla possibilità di fare il backup sia in locale (a la Time Machine) che in remoto, nella <strong>cloud</strong> (a pagamento come già detto) oppure su altri computer dove è stato installato CrashPlan. Quindi se si possiede più di un computer si può fare in modo che l&#8217;uno faccia il backup sull&#8217;altro e vice versa, oppure se si ha un amico che ha installato CrashPlan si può anche usare il suo computer per il proprio backup (i dati sono criptati), aumentando quindi le opzioni e la protezione a varie catastrofi (furti, sbalzi di tensione enormi, incendi, terremoti, esplosioni nucleari). I <strong>costi</strong> sono decisamente ragionevoli: per un anno si pagano 30$ per 10 Gb di spazio, 60$ per spazio illimitato e 144$ per fare il backup fino a 10 computer con spazio illimitato. Se si aumenta il numero di anni i prezzi scendono sensibilmente.</p>
<p>Se si ha <strong>Windows</strong> penso che questo software sia il migliore per gestire i propri backup, sul Mac lo si affianca volentieri alla perfetta Time Machine, mentre su Linux penso che CrashPlan sia più semplice e potente delle varie soluzioni basate su <em>rsync</em>. Per finire, si può provare il software con spazio cloud gratis per 30 giorni ed ovviamente esistono vari tipi di licenze ed anche una versione business con criptazione più potente, supporto per i nastri, prestazioni ottimizzate per i portatili, supporto per Solaris e altre amenità.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;linkname=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;linkname=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;linkname=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;linkname=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_linkedin" href="http://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;linkname=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" title="LinkedIn" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/linkedin.png" width="16" height="16" alt="LinkedIn"/></a><a class="a2a_button_tumblr" href="http://www.addtoany.com/add_to/tumblr?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;linkname=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" title="Tumblr" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/tumblr.png" width="16" height="16" alt="Tumblr"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2011%2F01%2Fcrashplan-e-il-problema-del-backup%2F&amp;title=CrashPlan%20e%20il%20problema%20del%20backup" id="wpa2a_2">Condividi</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lo Zen e la Manutenzione del Software</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non c&#8217;entra nulla lo Zen, anche se conoscerlo — e praticare lo stile di vita paziente che lo contraddistingue può aiutare. Nel numero di novembre di Communications of the ACM c&#8217;è un interessante articolo sulla manutenzione del software. Gli autori sono Paul Stachour e David Collier-Brown, il primo un ingegnere del software statunitense, il secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/fastjack/282707058/"><img class="aligncenter" title="bug" src="http://farm1.static.flickr.com/113/282707058_02305d3cce_m_d.jpg" alt="" width="240" height="211" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Non c&#8217;entra nulla lo Zen, anche se conoscerlo — e praticare lo stile di vita paziente che lo contraddistingue può aiutare. Nel numero di novembre di <a href="http://cacm.acm.org/">Communications of the ACM</a> c&#8217;è un interessante <a href="http://cacm.acm.org/magazines/2009/11/48444-you-dont-know-jack-about-software-maintenance/fulltext">articolo sulla manutenzione del software</a>. Gli autori sono <strong>Paul Stachour</strong> e <strong>David Collier-Brown</strong>, il primo un ingegnere del software statunitense, il secondo un ex-sistemista della Sun di Toronto. C&#8217;è una frase che riassume il senso dell&#8217;articolo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">“Software maintenance is not like hardware maintenance, which is the return of the item to its original state. Software maintenace involves moving an item away from its original state.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><span id="more-28"></span>Il che in poche parole significa che la parola <strong>manutenzione</strong>, che normalmente significa &#8220;conservare&#8221;, sottolineando il significato di staticità, inamovibilità, non-cambiamento, nel caso del software sottintende alla <strong>conservazione</strong> delle <strong>funzionalità</strong> del programma, e non al mantenerlo così come è (era). Visto che l&#8217;ambiente in cui funziona un programma è dinamico, cambia il sistema operativo che si <strong>aggiorna</strong> continuamente (i simpatici update di Windows), nuovi programmi installati, nuovi modelli di periferiche, non ci si può aspettare che i programmi rimangano inalterati. L&#8217;articolo è tecnico, visto anche il target della rivista, ma la conclusione degli autori è perentoria:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">“Maintenance isn&#8217;t hard, it&#8217;s easy”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Il che è vero — sottolineano — se si investe tempo e denaro nel prepararsi adeguatamente.</p>
<p style="text-align: left;">Io penso che si parli poco di software, normalmente già il termine stesso è pronunciato più dai &#8220;tecnici&#8221; che dalle persone &#8220;comuni&#8221;, si preferisce parlare di &#8220;programmi&#8221; o, più raramente, &#8220;applicazioni&#8221;. Eppure si parla di motori, pistoni e valvole con nonchalance, ma non di programmazione e software e manutenzioni, nonostante questo sia tanto diffuso quanto lo automobili se non di più: usiamo, soprattutto qui nelle grandi città, l&#8217;automobile in alcune fasi della giornata mentre il software invece lo usiamo sempre: sul nostro cellulare (qualunque modello e generazione), sugli elettrodomestici, sul computer (soprattutto) e anche nelle automobili stesse. Bisogna comprendere le problematiche del software quanto è necessario comprendere i problemi di un motore a benzina se si vuole essere dei buoni guidatori.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="http://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;linkname=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" title="Facebook" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/facebook.png" width="16" height="16" alt="Facebook"/></a><a class="a2a_button_twitter" href="http://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;linkname=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" title="Twitter" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/twitter.png" width="16" height="16" alt="Twitter"/></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;linkname=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" title="Google Gmail" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/gmail.png" width="16" height="16" alt="Google Gmail"/></a><a class="a2a_button_google_plus" href="http://www.addtoany.com/add_to/google_plus?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;linkname=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" title="Google+" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/google.png" width="16" height="16" alt="Google+"/></a><a class="a2a_button_linkedin" href="http://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;linkname=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" title="LinkedIn" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/linkedin.png" width="16" height="16" alt="LinkedIn"/></a><a class="a2a_button_tumblr" href="http://www.addtoany.com/add_to/tumblr?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;linkname=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" title="Tumblr" rel="nofollow" target="_blank"><img src="http://www.matteodefelice.name/blog/wp-content/plugins/add-to-any/icons/tumblr.png" width="16" height="16" alt="Tumblr"/></a><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.matteodefelice.name%2Fblog%2F2010%2F01%2Flo-zen-e-la-manutenzione-del-software%2F&amp;title=Lo%20Zen%20e%20la%20Manutenzione%20del%20Software" id="wpa2a_4">Condividi</a></p>]]></content:encoded>
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