Informazioni dal Giappone

In questi giorni la vicenda del terremoto giapponese e della drammatica situazione dei reattori di Fukushima sono sulle prime pagine di quasi tutti i quotidiani, siti di news e telegiornali. Purtroppo questi mezzi, in Italia soprattutto, hanno una capacità pressoché nulla di approfondire e spiegare, preferendo affidarsi a titoli ad effetto e ragionamenti di pancia. La soluzione è affidarsi ad un po’ di risorse web, che qui di seguito consiglio in ordine sparso:

  1. Il liveblogging de Il Post e i suoi approfondimenti
  2. Gli articoli estesi e puntuali, spesso con interviste, de linkiesta.it
  3. Twitter sempre e comunque, magari puntando a tag molto attuali come #fukushima , si arriva anche a 20-30 update al secondo
  4. Un tumblr molto interessante sul nucleare dal nome assai esplicativo All Things Nuclear

Per ora questa è la mia selezione, cercherò di tenerla aggiornata con eventuali new entry.

UPDATE (22 Marzo 2011): un altro sito interessante è World Nuclear News, della World Nuclear Association. Inoltre a questo punto non si può non citare l’infografica di xkcd che spiega l’entità e la quantità di radiazioni dovuti alla vita quotidiana e non. Un vignettista con una laurea in fisica, cento volte più utile di un articolo scritto da un giornalista con una laurea in nulla.

Rinnovamenti online

Visto che il dottorato sta per giungere al termine e l’affiliazione con il Dipartimento di Informatica e Automazione tra un mese non avrà più valore formale ho deciso di muovere la mia pagina accademica da una di dubbio gusto su hosting del DIA ad un research blog molto chic e semplice sul mio dominio. Ci sono errori di grammatica inglese qua e là, un cappuccino macchiato a chi me ne trova qualcuno.

Mobilità (in)sostenibile

A Dicembre 2010 Euromobility, l’associazione italiana di Mobility Manager (si, hanno un’associazione), ha pubblicato un interessante rapporto sulla mobilità in Italia nelle principali 50 città (capoluoghi di regione, province autonome e comuni con più di 100.000 abitanti).

In una città su tre la popolazione è diminuita, credo che siano tutti venuti a Roma e Milano che nel 2010 arrivavano rispettivamente a 2800000 e 1300000 abitanti (solo territorio del comune suppongo). La densità abitativa media è 1363 abitanti per km2, in cima ci sono Napoli (8000), Milano (7000) e Torino (!) simile a Milano. Prendendo altri dati Istat presenti su Wikipedia alla fine sembra che Roma mantenga più o meno inalterata la popolazione dal 1971 mentre Milano in ha visto dal 1971 ad oggi un calo di 400000 abitanti.

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Ancora numeri sulla ricerca in Italia (l’arte dell’arrangiarsi)

Ho già parlato dello stato della ricerca in Italia (ad esempio qui), l’idea è quella di cercare di fare un punto a livello statistico cercando di aggregare le tante informazioni disponibili in rete. Lo faccio prima che lo faccia qualche giornalista, sia chiaro.

Le statistiche parlano di un’Italia poco dedita alla ricerca, non c’erano dubbi. Nature, in un numero del 15 Luglio 2004, parla di 3500 dottori di ricerca in media nel 1998-2000 (ma ho dubbi su tale numero), mentre l’OECD (o OCSE che dir si voglia) ci dà una statistica più ampia, quella delle persone con livello di educazione terziaria (laurea o diplomi di laurea) nella fascia d’età 25-64: 13% nel 2006 per l’Italia, che nei paesi OCSE mi mette al penultimo posto appena sopra la Turchia (ma scommetto che nelle nuove statistiche ci saranno delle sorprese). Comunque questa non è una sorpresa.

Torniamo invece a Nature, che analizza il numero di pubblicazioni e citazioni tra il 1997 e il 2001 usando il database Thomson ISI. Analizzando il numero di pubblicazioni che si hanno nella fascia dell’1% delle più citate (insomma in alta classifica) ecco che l’Italia si presenta al settimo posto, con 1630 pubblicazioni. Di certo anche qui i numeri andrebbero un po’ normalizzati, rispetto ad esempio al numero di occupati nella ricerca, in fondo l’Italia pubblica più di Svizzera e Olanda ma il numero di ricercatori è differente (nel 2001 nel settore pubblico e privato, 100000 ricercatori in Italia, 41000 in Svizzera e 43000 in Olanda [fonte EUROSTAT]). Con questa normalizzazione l’Italia a numero di pubblicazioni e citazioni per ricercatore si trova sopra Regno Unito, Germania e Francia. Che giochini particolare si riescono a fare con le statistiche no?

Insomma la conclusione sembra sempre la solita: in Italia si è bravi ad arrangiarsi, le poche persone che lavorano (nella ricerca) producono molto a livello di pubblicazioni. Ma di certo non si vive di sole pubblicazioni: aspetto con ansia uno studio che quantifichi l’indotto delle università nell’economia locale e nazionale, là forse le proporzioni saranno un po’ diverse.

LINK AGGIUNTIVI

  1. Rapporto UNESCO sui cicli dottorali nei paesi Europei
  2. L’articolo di Nature in questione

Diventare azionista di una biblioteca scolastica

La Sinnos Editrice ha proposto da poco un progetto per la creazione delle tanto importanti biblioteche scolastiche, che purtroppo non sono un obbligo per le scuole (e si rivelano un peso per i volenterosi insegnanti che provano a crearle e sostenerle).

Il progetto si chiama “I Libri? Spediamoli a scuola!” (link) ed ha la sua forza nella semplicità e nella chiarezza d’intenti. Infatti nelle librerie aderenti il progetto (il cui numero è in crescita e il cui elenco è disponibile nel sito dell’iniziativa) si troverà un elenco di libri dal nome “Borsa Titoli”, elaborato dall’insegnante (o insegnanti) in accordo con il libraio, da cui si potrà acquistare un libro per donarlo alla scuola in questione. Una sorta di lista di nozze dei libri.

Partecipare è semplice, basta entrare in una delle librerie aderenti al progetto e comprare un libro che poi finirà nello scaffale della biblioteca scolastica. Ovviamente una libreria o un insegnante possono partecipare facilmente, sul sito dell’iniziativa ci sono tutti i dettagli per aderire.

Fate girare la voce!

PETE: una nuova tecnologia per l’energia solare

Alla Stanford University un gruppo di ricercatori, guidati dal chimico 35-enne Nick Melosh, stanno sviluppando una tecnica chiamata PETE, che sta per Photon Enhanced Thermionic Emission, che — il video in questione lo spiega bene — usa il calore non usato dal fotovoltaico per produrre energia tramite thermionic energy conversion. Una sorta di ibrido che permetterà di raggiungere un’efficienza di conversione del 60% (per il fotovoltaico il top rimane intorno al 22%). Infatti tale tecnologia cercherà di usare il calore che il fotovoltaico non usa (anzi le alte temperature ne peggiorano il funzionamento), rivestendo i semiconduttori con un sottile strato di cesio così da generare energia sia dalla luce che dal calore. Per fortuna ci sono numerose tecnologie come questa nei vari laboratori di ricerca in giro per il mondo che tentano di superare gli attuali limiti dei pannelli solari.

Truffe alla nigeriana in zona S. Pietro

La cosiddetta “truffa alla nigeriana” (nigerian scam) è un truffa informatica molto diffusa, la pagina di Wikipedia nefa risalire l’invenzione al lontano 1992 (snopes.com anche offre informazioni molto accurate). Nonostante la truffa abbia centinaia di varianti la struttura classica consiste nella richiesta di aiuto da parte di uno sconosciuto nigeriano per sbloccare un’ingente somma di denaro in banca facendogli da prestanome. La ricompensa ovviamente consisterebbe in una grande quantità di denaro. Se si accetta vengono chiesti in anticipo dei soldi per la parcella del notaio e si può arrivare anche ad un incontro fisico per dare alla truffa maggiore credibilità. La particolarità di questo tipo di truffa è la sua organizzazione, infatti ci sono siti costruiti ad hoc, numeri di telefono funzionanti, persone reali, diversamente dalla truffe su internet più ingenue del tipo clicca-il-link-e-dacci-la-tua-carta-di-credito.

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CrashPlan e il problema del backup

Con backup comunemente si definisce l’azione di proteggere i dati importanti che sono memorizzati sul computer. Poiché i dati del computer sono normalmente custoditi dentro gli hard-disk, delle scatole metalliche al cui interno girano vorticosamente (almeno 90 giri al secondo!) dei dischi letti da delle puntine magnetiche. La meccanica degli hard-disk è delicata e vari fattori influenzano il loro funzionamento. Si dà per scontato che il computer custodisca le proprie foto, e-mail, canzoni, documenti, fino a che un giorno…senza preavviso ci si trova senza nulla, senza avvisi, senza segnali d’allarme. Nulla. Una scatola silenziosa. E quindi ci si trova spesso ad associare la parola “backup” al tempo condizionale: “avrei dovuto fare il backup” oppure, se si hanno amici poco sensibili che amano dire cose ovvie, “avresti dovuto fare il backup“.

Io penso che esistano due tipi di backup: quelli attivi e quelli passivi. Nel primo caso è l’utente che si ricorda di copiare i documenti, organizzare i vari dischi, decidere il momento giusto e così via. E secondo me non funziona, perché è natura umana scordarsi degli eventi negativi e quindi via via l’esigenza di tutta la fatica legata al backup tende a svanire. Finché la Legge di Murphy non colpisce di nuovo. Un backup passivo invece non richiede l’azione dell’utente, rimane in sottofondo, secondo regole prestabilite, a copiare e proteggere i dati. Gli utenti Mac hanno di default Time Machine, una grandissima soluzione (sia a livello di prestazioni che di interfaccia) di backup, ma che funziona solo su dischi esterni.

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Una Smart Grid City a Boulder, Colorado. Really?

La città di Boulder, Colorado, è famosa da un po’ di tempo per via del progetto SmartGridCity della compagnia statunitense Xcel Energy. La cittadina, di centomila abitanti e alla base delle Montagne Rocciose a ben 1600 metri di altezza, sarà a quanto pare la prima cittadina “smart” negli USA, un laboratorio dove sono stati investiti più di 100 milioni di dollari. Saranno installati sistemi di risparmio energetico e di generazione casalinga tramite pannelli solari ed un sistema di monitoraggio che oltre a dire ai vari utenti quanto stanno consumando/inquinando, darà informazioni utili al gestore della rete e a tutti i vari partner coinvolti nel progetto. Sebbene ci sia molto hype in questo progetto, la Xcel Energy sta affrontando varie difficoltà (vedere qui per farsi un’idea), ma comunque Boulder è un esempio di un trend mondiale di incentivi e investimenti che fa ben sperare.

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Libri scientifici e di divulgazione: consigli sparsi di lettura

Visto che mio cugino mi chiede di consigliargli dei libri scientifici che siano interessanti e leggibili (quindi non troppo tecnici) ne approfitto per stilare un elenco commentato, anche grazie all’aiuto del buon Sandro. L’elenco non è una classifica ma i libri sono in ordine sparso:

  1. Alan Turing: Una biografia Di Andrew Hodges: un corposo capolavoro edito da Boringhieri sulla vita del celebre matematico inglese. Si legge come un romanzo ed è di sicuro una lettura obbligata per chi ama leggere le biografie di scienziati e matematici.
  2. L’ultimo teorema di Fermat di Simon Singh: i libri sulle storie dei matematici sono letture pazzescamente coinvolgenti, che spiegano la matematica meglio di un libri scolastico. Perché non parlano (solo) di numeri ma delle motivazioni che spingono un uomo a dedicarci la vita.
  3. Zio Petros e la congettura di Goldbach Di Apostolos Doxiadis: come sopra, un libro più leggero e romanzato, ma incentrato sulla famosa congettura legata ai numeri primi.
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