Lauree e Disoccupati

Secondo le statistiche più recenti, i tassi di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nel nostro Paese hanno raggiunto livelli assai prossimi al 30% (articolo Sole 24 ore). Questi giovani vengono definiti NEET (Not in Education, Employment or Training), definizione anglosassone che si riferisce generalmente ai giovani tra i 16 e i 24 anni, in Italia alla fascia 15-29 (numeri che fanno riflettere). L’ISTAT nel 2009 ha pubblicato delle statistiche con dei numeri più confortati rispetto a quelli riportati sul Sole 24 Ore perché si riferiscono ad una fascia d’età più ampia (fino ai 29 e non 24 anni). In questo report (disponibile qui)  si comprende che nel 2009 il 21.2% dei giovani 15-29 (donne 24.4% e uomini 18.8%) possono essere definiti NEET. Confrontiamoci col resto di Europa, i dati del 2008 danno l’Italia al 19.2% di NEET al 16.9% e Regno Unito al 14%. E se vediamo li singole regioni italiane? Ahimé niente di nuovo sotto il sole, in testa a questa sconfortante classifica abbiamo Campania (33.5%), Sicilia (33%) e Calabria (28.8%) e in fondo troviamo Trentino (11.2%), Veneto (13.2%) ed Emilia-Romagna (13.6%).
Sul fronte laureati Almalaurea con il suo puntuale rapporto annuale ci fornisce un quadro d’insieme. La disoccupazione cresce nel 2010 di 1% per le lauree triennali e di due punti percentuale per le Lauree Magistrali (ex-specialistiche). Nello stesso anno il lavoro atipico per i laureati cresce di 3 punti percentuali.
Comunque ad un anno dalla laurea i laureati triennali occupati sono nel 2009 il 71.4% (nel 2007 erano il 77.5%) e i laureati magistrali sono il 55.7% (nel 2007 62.8%). Lo stipendio netto per i laureati triennali passa dai 1210 € del 2007 ai 1149€ del 2009 e, similmente, i laureati magistrali passano da 1205 a 1078 euro. Comunque c’è da ricordare che, fino ad oggi, nell’intero arco della vita lavorativa, i laureati hanno presentato un tasso di occupazione di oltre 11 punti percentuali maggiore rispetto ai diplomati (77 contro 66%, ne avevo parlato qui). In generale i laureati sono una risorsa importante (conviene ancora laurearsi per un buon lavoro) ma sulle assunzioni totali solo il 12.5% sono per laureati (in USA nel decennio 2008-2018 si stima il 31% di laureati nel complesso delle nuove assunzioni).

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