Smart Grids e contatori intelligenti
Guardate l’immagine in alto. E’ tra le prime immagini presentata dal Prof. Mantooth, dell’University of Arkansas, in un seminario web sulle Smart Grid. Guardate la cifra in basso a destra: 56% Energy waste, tradotto in italiano significa: 56% dell’energia sprecata. Negli Stati Uniti tra distribuzione, generazione e consumo di energia se ne perde più della metà. Ma non solo negli USA, questo è un dato normale, non è molto diverso in Europa o in altri paesi sviluppati.
Ci si può chiedere se si può migliorare la situazione, nel tempo si è proposto un modello intelligente (smart), chiamato Smart Grid. Ci si propone di: soddisfare le richieste crescenti di energia, di controllare lo stato della rete elettrica (grid), ottimizzare e controllare la produzione di energia, modernizzare il sistema di distribuzione, migliorare sicurezza e robustezza, integrare l’uso di energie rinnovabili ecc
Questo è uno schema di una Smart Grid: l’anello blu è la rete elettrica (power network) che collega le abitazioni, le industrie, gli impianti di energia rinnovabili, ognuno con uno Smart Meter, un contatore intelligente che controlla e memorizza le informazioni importanti. L’anello rosso è l’anello di comunicazione, una rete informatica che si occupa di gestire e trasportare i dati fondamentali per capire cosa sta accadendo e per inviare comandi e segnali di controllo.
Questi Smart Meter memorizzano le informazioni sull’energia elettrica nelle abitazioni e la distribuiscono alla compagnia elettrica così da permetterle di calcolare le bollette, di studiarne i dati per scopi di ricerca e per gestire al meglio la rete. L’attuale amministrazione USA vuole inserire 40 milioni di smart meter nei prossimi anni, l’Unione Europea 245 milioni nei prossimi 10 anni, ma già in Europa esistono sistemi simili (anche in Italia). Ogni consumatore produrrebbe diversi gigabyte di dati l’anno, dati che però possono essere anche critici. Se si ha una buona “risoluzione” dei dati, si può sapere quali elettrodomestici usi e per quanto, con implicazioni sulla privacy: c’è quindi bisogno di regolamentare e gestire l’uso di questi dati. Chi li utilizzerà? Come potrà accedervi la comunità scientifica?
Sull’argomento c’è molto da leggere e studiare, per i più tecnici consiglio il sito della IEEE sulle Smart Grid, ma sul Web si può trovare molto materiale, soprattutto di fonte statunitense.
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