Gneiss Moss, Vitruvio e gli edifici
Dopo aver parlato di Bike-City ecco che ancora in Austria un complesso di edifici solari attivi, 61 alloggi (in cinque edifici) alla periferia di Salisburgo. Le costruzioni sono esposte perfettamente, pannelli solari messi ad hoc, un serbatoio di accumulo di 100 mila litri in modo da rendere gli edifici efficienti dal punto di vista energetico. Sono presenti dei giardini d’inverno all’interno di serre che grazie ad un sapiente uso dei sistemi di ventilazione permette di gestire il prezioso calore durante i freddi inverni austriaci.
In realtà l’autosufficienza la raggiungono nei mesi estivi e complessivamente il solare arriva a coprire il 35% dell’intera quota, invito a scaricare un articolo pieno di foto e dati tecnici da questo link, è una lettura molto interessante.L’architetto è George Reinberg, il suo sito è pieno di informazioni e di sicuro merita una visita. Ma qual è il legame con Vitruvio, il famoso architetto romano? Una sua frase:
Saranno gli edifici privati ben disposti se dal bel principio si rifletterà agli aspetti e ai climi nei quali si fabbrica; impercioché è fuori di dubbio che abbiano ad essere diverse le fabbriche che si fan nell’Egitto da quelle che si fan nella Spagna, diverse quelle del Ponto da quelle di Roma, e così anche negli altri paesi
Nonostante più di 2000 anni ci separino dalle sue parole mi sembra che le conoscenze sull’esposizione degli edifici siano cosa già nota al suo tempo. Essendo il sole la prima fonte di energia e calore (in media 4 kWh/mq al giorno) è il suo movimento a influenzare l’orientamento di un edificio. Ottimale è avere la facciata di maggiore superficie vetrata a sud per sfruttare il calore e l’illuminazione solare (stando attenti ai surriscaldamenti). Al contrario avere finestre orientate ad ovest non aiuta molto, anzi l’estate è un lato molto esposto. Per il nord invece la situazione è semplice: poca luce e poco calore, perciò se si vuole mantenere il calore (in zone fredde) conviene avere lì poche finestre e comunque cause di dispersione. Ovviamente ci sono vari criteri, dipendenti dalla geografia e dall’uso dell’edificio, e vari espedienti e sistemi per ottimizzare l’esposizione e l’irradiazione, da dei semplici alberi a foglie caduche che d’inverno fanno passare il sole (ma non l’estate) alle coperture mobili per le finestre. Insomma in duemila anni alcuni problemi sono rimasti gli stessi.
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