Birmingham, giorno uno

Birmingham non sembra cambiata: vivace, pulita e piovosa. Dall’aeroporto tramite treno e taxi arrivo all’appartamento, dove mi aspetta un indiano (strano!) zoppicante dall’accento malfermo, mi fa vedere l’appartamento, mi spiega che c’è un frigo e mi ricorda di mettere lì dentro il cibo appena comprato, mi chiedo se davvero vengono qui persone a cui c’è bisogno di spiegare una cosa del genere.
Andato via l’indiano vado a fare un giro per comprare le prime cose e andare a procacciarmi cibo. Il centro città è invariato se non per il cantiere della Public Library immenso e ben messo in risalto, le finestre trasparenti che qui sono la consuetudine nei cantieri pubblici permettono di vedere cosa accade dietro le transenne.
Al Tesco vicino casa compro un po’ di cose, dimenticandomene ovviamente di fondamentali e torno nell’appartamento. Fa caldo, c’è da ammetterlo sebbene già due volte ha piovuto: qui è comunque estate e non è per niente male. Comunque non posso distrarmi perché l’appartamento richiede impegno, come ho già detto l’idea inglese di pulizia lascia molto a desiderare, per fortuna la moquette si trova solo in camera da letto.
Successo della giornata: sono riuscito a spalancare le finestre. Si perché in Inghilterra c’è l’usanza di avere i finestroni che non si spalancano, ma che si aprono giusto 3-4 centimetri, per arrivare alla mia idea di normalità c’è bisogno di sbloccarle con una chiave a brugola. Per fortuna quello in salone era già sbloccato.
Seguono due foto della casa…

No related posts.

  • in bocca al lupo ROOOOOMAAAAAAA, però non fare fotomontaggi mettendo il sole nelle foto, nessuno può credere che a Birmingham fosse così luminoso ieri…..

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.