Agenzia 2001

Era il 2001 e il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (l’ente di ricerca più grande in Italia), finanziava già dal 2000 una serie di progetti, sotto il nome di Agenzia 2000, Agenzia 2001 ecc. Il piccolo libro di Sylos Labini e Zapperi dall’esplicativo titolo “I ricercatori non crescono sugli alberi” (link Anobii) mi ha fatto trovare, in una copia del sito di ufficiale di allora ancora memorizzata su archive.org, una “bellissima” comunicazione ai rettori e ricercatori riguardo l’Agenzia 2001. Era il 7 Marzo 2002 e questa recitava:

Caro Rettore,

in data 2 aprile 2001 ho inviato a tutte le università italiane e agli Istituti del CNR una lettera circolare relativa all’attività di promozione e sostegno del sistema nazionale della ricerca, programmata nell’ambito del piano triennale 2001 – 2003 e relativa al biennio 2002 – 2003.

L’intenzione era quella di anticipare il più possibile i tempi in modo da essere in grado di erogare le risorse, per i progetti approvati, nei primi mesi del 2002.

Purtroppo il piano triennale, a suo tempo presentato, è stato rinviato al CNR con l’invito a riformularlo ridimensionando drasticamente la richiesta di finanziamento e ponendo in bassa priorità l’attività di microagenzia.

Su questa base è stato elaborato il bilancio preventivo 2002 nel quale non è stato possibile allocare alcuna risorsa alla suddetta attività.

Devo pertanto, con grande rammarico, comunicare che il processo di valutazione e selezione delle proposte è stato sospeso in attesa di un chiarimento politico sul futuro ruolo del CNR per quanto riguarda l’attività extra-murale.

Mi immagino la piacevole sorpresa di coloro che dopo aver speso settimane di tempo, lavoro fuori orario (non retribuito), e aver accumulato ritardi in altre attività per preparare un bando del genere si sono trovati una lettera del genere. Chissà come mai questi fondi non furono allocati, chissà quali erano le priorità di allora: forse una cosa fondamentale come gli interessi degli autotrasportatori a cui nel 2007 il governo “girò” 30 milioni di euro presi dai fondi della ricerca. Insomma qualcosa di vitale.

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