Pubblica Amministrazione e Web

La Pubblica Amministrazione fa i suoi passi nel mondo online, permettendo ai cittadini di svolgere via Web operazioni che generalmente vanno fatte “fisicamente” ad uno sportello o in un ufficio pubblico. Il vantaggio è di ambedue le parti: le persone sono più comode e hanno meno impedimenti e la PA risparmia soldi ed evita di dover risolvere problemi come il traffico stradale e la disorganizzazione di molti uffici pubblici. Di certo forse non si è accorta di altri problemi, come ad esempio che il sito della Posta Certificata del Governo, pubblicizzata qualche giorno fa dal ministro Brunetta, sebbene sia raggiungibile (nel giorno dopo l’annuncio era offline) sia inutilizzabile per iscriversi per via delle “troppe connessioni”. Facciamo qualche appunto sparso:

  1. Sul sito della PEC non appare nemmeno un messaggio di avviso o di scuse
  2. Il Governo non si aspettava “tutti questi accessi” (notizia del Corriere della Sera), come è possibile? Accadde già quando si diffusero ad esempio le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini, come si fa a non prevedere un’affluenza di massa e a non prevenirla? Se Ticketone riesce a gestire il traffico nei primi minuti della vendita dei biglietti dei concerti di Springsteen può farcela anche il Governo.
  3. Esiste un esperto di Web nel Governo che possa e voglia rispondere a queste domande ? Gli chiederei anche cosa ne pensa del fatto che la keyword “posta certificata” non porta link al sito del Governo nelle prime due pagine di risultati.

Comunque c’è da dire che la PA sta facendo passi avanti, un mese fa il Ministero della Funzione Pubblica ha diffuso le linee guida per i siti della PA, un primo passo nella direzione giusta. Ma il Governo si deve muovere più velocemente e pensare ad uno dei grandi problemi della PA: la mancanza di trasparenza e di rispetto nei confronti del cittadino, che spesso non ha il diritto di essere nemmeno avvisato e informato degli eventuali disservizi.

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