La verità sul clima: solo una mente conservatrice può aiutarci

Ho già citato il blog di Fausto Carioti, giornalista di Libero, parlando di clima e cambiamenti climatici. L’autore fa propria la linea editoriale del quotidiano per cui lavora, parlando con molto sarcasmo di verità “scomode” (secondo l’autore) che nessuno-tranne-Libero scrive. Non è una completa falsità, ad esempio le affermazioni di Concita De Gregorio sul nucleare (di cui ho scritto qui): Carioti ne parla nel suo blog e cercando su Google News sembra che nessun quotidiano ne abbia scritto.

Il post del blog è dedicato ad un libro che sta per uscire dal titolo “No slogan. L’eco-ottimismo ai tempi del catastrofismo”, un libro così pieno di verità scomode che è edito da una neonata casa editrice (la Sangel) che “predilige fantasy e temi sociali” (così c’è scritto nel loro sito). Il libro, letto in anteprima dall’autore, dice finalmente la verità sul global warming: la teoria non è stata provata e gran parte delle prove sono state falsificate. Queste premesse hanno il significato di etichettare, nel miglior caso, come ignoranti centinaia se non migliaia di scienziati in tutto il mondo, teorizzando quindi una sorta di complotto globale a cui tutti i centri di ricerca partecipano.

Gli autori parlano del famoso grafico detto “hockey stick” ricordando che è frutto di un errore che non è mai stato ammesso dall’autore. Il sito di climalteranti riporta un’analisi approfondita su questa questione a questo link, traducendo il materiale del famoso sito realclimate. Ma la “chicca” è la seguente, riporto integralmente:

Ma la verità, spiegano Georgiadis, Mariani e Masi, è che «modelli basati sulla stessa tecnologia faticano a prevedere una temperatura al suolo di qui a 5 giorni e le cose vanno peggiorando per previsioni a 15 giorni o a 3 mesi. Non si vede dunque in che modo il problema possa essere superato per le previsioni a 100 anni»

Forse perché non si tratta degli stessi modelli e della stessa richiesta di precisione. Mettere sullo stesso piano una previsione a 5 giorni con una a 100 anni è dilettantismo e sensazionalismo, due caratteristiche molto apprezzatee nello pseudo-giornalismo odierno, a quanto pare. Mi sarebbe piaciuto replicare sul blog di Carioti ma non è possibile farlo. Pazienza.

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