Smart Grid e Corea del Sud
La Corea del Sud ha affermato qualche giorno fa, per voce di uno dei suoi ministri, di essere pronta alle Smart Grid per il 2030—il paese asiatico vuole essere il primo al mondo ad avere delle smart grid funzionanti ed integrate. Le industrie del paese si danno da fare per essere efficienti dal punto di vista energetico: la Samsung sta per costruire in Canada degli impianti solari dal valore di quasi 2 miliardi di dollari con l’intenzione di divenire il più grande fornitore di energia solare al mondo. Il paese si è posto l’obiettivo dell’11% di energia rinnovabile entro il 2030 prevedendo che entro tale data un’abitazione su tre sarà autosufficiente dal punto di vista energetico. Le auto elettriche, che oggi sono 500.000, in questi venti anni diventeranno più di due milioni (previsioni) con la possibilità di collegare le batterie dei veicoli alla rete elettrica. E così via, tante altre previsioni positive ed impegnative.
Ma cos’è una smart grid? Come dice il nome, è un modo più furbo di produrre e consumare energia elettrica. Questo è un diagramma che schematizza l’idea alla base di una smart grid:
Non più un sistema rigidamente monodirezionale e statico come quello attuale, dove una grande centrale elettrica produce continuamente energia che poi viene consumata (spesso in maniera sconsiderata) da utenti nel raggio di centinaia di km. Il modello Smart Grid è più locale e cerca di produrre energia in maniera più furba: producendola in loco (spesso da fonti rinnovabili) o acquistandola dalla rete elettrica quando serve e quando conviene maggiormente. Il concetto fondamentale di questo sistema è la “consapevolezza” che ha la rete dei propri consumi: il metering (ovvero la misurazione dell’energia consumata) è importante, in tal modo si tiene d’occhio l’efficienza e si definiscono le regole di produzione dell’energia. Un esempio: il picco dei consumi gli uffici ce l’hanno nelle ore intorno alle 12, quindi in quel periodo la grid potrebbe produrre energia ma poi la notte, quando i consumi sono più bassi, potrebbe acquistarla dalla rete elettrica visto che nelle ore notturne ha un prezzo minore (e quindi conviene comprarla piuttosto che produrla). Oltretutto se una smart grid si basa su energie rinnovabili deve essere in grado di gestire in maniera intelligente la produzione altalenante di energia nel caso delle fonti eoliche (cali di vento) o solari (rannuvolamenti e ore notturne).
Molti paesi stanno studiando questi sistemi in tutto il mondo, sebbene i problemi tecnici siano quasi insormontabili per una loro diffusione su larga scala (le reti elettriche nazionali spesso non sono adatte), le smart grid incarnano una filosofia di energia distribuita ed efficiente che si può considerare rivoluzionaria. Per approfondire:
- Smart Grid Blog
- Renewable Energies: Sources and Methods di Anne Maczulak (da cui ho tratto la figura)
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