Clima e rapporto IPCC: valutare le proprie affermazioni”

Continuo il discorso cominciato qui riguardo il quarto rapporto di valutazione dell’IPCC sul clima.

Il fascino di un buon discorso scientifico è il peso che si dà alle affermazioni che sono pesate e valutate, considerando il “peso” di un secco indicativo presente, ad esempio l’affermazione “i sistemi naturali sono influenzati dagli aumenti di temperatura” nel rapporto IPCC è così scritta “c’è un alta sicurezza (high confidence nel testo) che i sistemi naturali siano influenzati“.

Nel testo vengono proposte sfumature di sicurezza nelle affermazioni classificandola come media, alta o molto alta in base alla probabilità che l’affermazione sia vera. Questo è il primo motivo per cui sulla stampa difficilmente ci sono buone discussioni scientifiche: la carta stampata sembra dimostrare una certa allergia ad esprimere dubbi e incertezze e quando non mente spudoratamente si affida ad arditi virgolettati.

Il rapporto IPCC si esprime quindi sui rapporti tra temperature e clima evidenziando che aumentano il numero e l’estensione dei laghi glaciali (high confidence), aumenta l’instabilità e le valanghe nelle regioni con permafrost (high confidence), riscaldamento dei laghi e dei fiumi (high confidence), anticipo degli eventi primaverili (very high confidence) e concludendo che molto probabilmente l’aumento delle temperature osservate dalla seconda metà del XX secolo è dovuto alle attività umane (gas serra antropogenici).

E per il futuro, cosa si prevede? Più acqua alle alte latitudini e meno nelle zone regioni aride a medie altitudini, probabile aumento di siccità, molto probabile aumento di inondazioni, aumento della produttività dei raccolti in alcune regioni e meno in altre, aumento di carestie a latitudini più basse e molte altre affermazioni.

Queste mie parole sono un superficiale riassunto di un riassunto, la parte per i decisori politici (scaricabile qui dal sito del CMCC) dell’enorme rapporto (1500 pagine) dell’IPCC.

Trovo fondamentale avere il metodo giusto per parlare di argomenti complessi perché via via che ci si allontana dalle questioni semplici è sempre più difficile fare affermazioni secche, nette, chiare e decise, per via della complessità degli argomenti e delle innumerevoli relazioni ancora da studiare ed approfondire. Il quotidiano è un mezzo in cui trova difficile spazio la complessità per via della sua fruibilità (non si presta a letture molto lunghe) e comunque del poco interesse delle redazioni ai costosi e difficili approfondimenti (di qualunque natura). La televisione ha più possibilità di dedicare spazio a questi argomenti ma penso che nei prossimi anni non ci saranno molti spazi di discussione seria sugli argomenti climatici (very high confidence).

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