L’impero pubblicitario di Google

In questo momento un’azione di Google vale 548$, per intenderci: quasi venti volte una di Microsoft, trenta volte una di Yahoo, più del doppio di una di Apple.

Con tre di queste azioni avrebbero potuto pagare l’affitto per un mese nel 1998, quando si congedarono dall’Università di Stanford per spostarsi in un palazzo a Palo Alto. Depositarono su un conto corrente, appena aperto, i 100.000$ arrivati da uno dei primi investitori di Google, Andy Bechtolsheim, uno dei co-fondatori di Sun. Il 7 settembre 1998 fondarono Google ed allora pagavano poco più di 1.500$ al mese di affitto.

Il 21 gennaio 2010 la società ha presentato i risultati del trimestre, appena concluso con l’anno fiscale 2009. Ha chiuso l’anno con un 17% di crescita. Un numero strabiliante, incassi da 6.67 miliardi di dollari (poco più di 4 miliardi di euro) e più della metà delle entrate dell’ultimo trimestre provenivano dal mercato extra-USA.

Il mercato della pubblicità della grande G è in crescita, anche nel nostro paese, e proprio su questo campo si sta combattendo una guerra. Rupert Murdoch, direttore e fondatore della News Corporation (che ha incassato nel 2008 32 miliardi dollari), ha minacciato di rimuovere le sue pagine dalle ricerche di Google. Una guerra incredibile, che Google combatte con una tecnologia fantascientifica: le pubblicità che appaiono sulla destra della pagina di Google dopo aver digitato una ricerca, sono il frutto di un motore di intelligenza artificiale che valuta la query dell’utente, esegue un’asta istantaneamente fra tutti gli inserzionisti, valutando le loro offerte, la pertinenza, le parole chiave proposte e decine di altri fattori (alcuni noti e alcuni segreti), tutto questo per decidere quale sarà l’ordine delle inserzioni. Nel 2000 le prime pubblicità erano statiche, ad un prezzo fisso per gli inserzionisti, oggi più di 100 computer si attivano ad ogni ricerca effettuata da un utente ed in pochi millisecondi valutano milioni di variabili. Un buon quadro di tutta la situazione lo fa quest’articolo, di Blogulate.

Penso che quest’anno che verrà porterà molte novità nel campo della pubblicità online e del mercato editoriale. Ma di questo ne parleremo più avanti.

Nota: nel tempo che ho scritto quest’articolo le azioni di Google hanno guadagnato un dollaro.

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