L’energia eolica in Italia
Proprio un comunicato stampa ENEA di qualche giorno fa divulgava le statistiche sull’utilizzo dell’energia eolica in Italia nel 2009, un anno da record per questo tipo di energia rinnovabile. Sono stati installati 1100 MW nel 2009 arrivando ad una potenza complessiva di 4850 MW, la produzione di 6.7 TWh (terawattora, pari a 1000 GWh) pari al 2.1% del consumo interno lordo. Per informazione, il Consumo Interno Lordo di energia è dato dalla somma dei quantitativi di fonti primarie prodotte, di fonti primarie e secondarie importate e dalla variazione delle scorte di fonti primarie e secondarie presso produttori e importatori, diminuita delle fonti primarie e secondarie esportate [definizione di Terna]. Sul sito di Terna, dove sono presenti numerose statistiche, si capisce che nel 2008 la produzione dovuta dall’energia eolica è stata di 4,86 TWh, i dati 2009 non sono ancora disponibili. La regione che ha prodotto più energia eolica, sempre nel 2008, è stata la Puglia, seguita da Sicilia e Campania. E’ importante infine dare un confronto a questi valori con la produzione tradizionale non-rinnovabile, nel 2008 si sono prodotti:
- 253 TWh con fonti tradizionali (172 TWh solo di gas naturale)
- 59 TWh di fonti rinnovabili (41 di idroelettrico, 7.5 da biomasse e rifiuti, 5.5 di geotermico e 4.5 di eolico e pochi spiccioli di fotovoltaico)
Chiudiamo con le statistiche (ne trovate moltissime su Internet, non dimenticate la pagina di Wikipedia).
Parliamo un po’ di impanti eolici: con un vento di 22 km/h (6 m/s) la potenza media erogata da una wind farm è di 2 W/m2 [fonte MacKay] perché un generatore eolico per fornire la potenza nominale ha bisogno di una velocità del vento di 12-14 m/s (43-50 km/h). Prendiamo i dati di un impianto esistente, Collarmele (Abruzzo), secondo i dati ufficiali del Comune e della Regione Abruzzo, ad una quota di circa 1100 metri vi sono 5 generatori da 1.5 MW ognuno (7.5 MW totali) su un’area di 40 ettari, lo spazio prima occupato da 36 generatori mono-pala vecchi e sostituiti. Otteniamo quindi un valore di quasi 19 W/m2 che però sono nominali, ovvero ottenuti se spirasse sempre un vento ideale di 12-15 km/h, né meno (al di sotto si produce meno energia) né di più (al di sopra di una certa soglia le pale sono fermate per motivi di sicurezza). Per fare un ultimo confronto: una centrale termoelettrica, come quella a Cassano d’Adda vicino Milano, ha una potenza di 1000 MW su un terreno di 22 ettari, con un fattore di 4500 W/m2.
Spero di aver evidenziato uno dei problemi dell’energia eolica, quello della bassa rendita a metro quadro, per sostituire l’impianto termoelettrico sopra menzionato con un impianto eolico simile a quello in abruzzo, avremmo bisogno di 55 kmq di spazio. Sperando che il vento non smetta mai di soffiare.
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