Il peer review spiegato a mio figlio
Il peer review è il sistema per cui ogni articolo scientifico (chiamato comunemente paper) viene rivisto, corretto e giudicato (anche) da dei colleghi, persone che lavorano nello stesso campo dell’autore, dei “pari” appunto (peer).
Perché essere giudicati da delle persone interne al proprio campo? Per diversi motivi. Per prima cosa si presuppone che per valutare un lavoro scientifico, in alcuni ambiti molto settoriale, i migliori a giudicare siano coloro che sono esperti dell’argomento—altri dovrebbero ampliare le proprie conoscenze. L’altro motivo è che una persona che lavora nello stesso campo ha interesse nel far sì che ci sia materiale migliore nell’ambito di competenza, così da dare prestigio al proprio campo.
Il lavoro di review è di responsabilità, per una conferenza sono i revisori che decidono se il lavoro merita di essere pubblicato e presentato, un lavoro spesso nato al termine di ore e ore, giorni, di lavoro. Ovvio che nell’era di Internet si può confrontare il proprio lavoro con gli altri già pubblicati nel campo, arrivando a farsi una revisione da soli prima di affidarsi ad un (implacabile) giudizio esterno. Con questo voglio sottolineare una cosa: per chi non lo sapesse, i reviewer (revisori) fanno il proprio lavoro gratuitamente.
Nature, la celebre rivista scientifica, ha una sezione del proprio blog dedicata all’argomento. Riflettere sul meccanismo di peer review significa riflettere sull’intera editoria scientifica. In effetti l’argomento solleva un argomento ancor più spinoso: il costo dell’editoria scientifica. I non addetti ai lavori forse non sanno che l’editoria scientifica è estremamente costosa, un singolo articolo di una rivista (o di un atto di conferenze) può costare dai 12 ai 24$ per la versione elettronica. Ma come mai i prezzi sono così alti? In un articolo di Communications of ACM la risposta è la seguente:
The answer is we pay for high-quality articles. Ensuring their publication is never free, and the price must account for copy editing, reviewing, and indexing, as well as for something more important, editorial independence.
L’argomento è spinoso ma il dibattito è ricco: alcune riviste offrono il loro materiale gratuitamente (tra cui la celebre Nature) e il servizio DOAJ (Directory of Open Access Journal) si occupa di indicizzare, catalogare e valutare la qualità di tutte le riviste ad accesso libero.
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