Come un immenso bar di quartiere
Ero di fronte al computer (tanto per cambiare) e ho visto l’ora: le 19.00. Sapevo cosa stava per accadere: il keynote di Steve Jobs tanto atteso, quello in cui forse si sarebbe presentato il nuovo ammenicolo della mela. Oppure il nuovo sistema operativo dell’iPhone—insomma una cosa di fondamentale importanza comunque.
Dai messaggi di twitter già si intuiva la crescente tensione, la diretta di theappleblog andava in sovraccarico e la diretta video di TWiT Live contava decine di migliaia di utenti connessi.
Ed eccoci qua a parlare del nuovo aggeggino della mela, chiamato iPad. Un nome osceno, se ne convenga. Nel momento di punta forse c’erano migliaia di tweets al secondo su Twitter. I commenti fluivano, come le chiacchere in un bar l’indomani di una partita di calcio importante. Commenti sulla tattica, su quella sostituzione in particolare, sul taglio di capelli del giornalista, sul labiale del terzino ecc ecc
Così parlando di Apple. La CNN ha inserito il primo articolo, poi il The Guardian le prime foto e così via in una danza esponenziale di commenti, recensioni, domande, critiche e battute. Tra le quali quello che dice che ora l’iPhone si chiamerà iPad nano e chi dice che il lettore di e-book di Amazon, Kindle, cambierà nome in iSurrender.
Quindi non parlerò di questo iPad, in questo momento ci sono già decine di articoli e recensioni, pronte ad analizzare ogni parola ed ogni numero uscito fuori nell’incontro di oggi. Ma preferisco parlare di numeri: 15 miliardi di dollari di incasso nell’anno passato, il 40% in più rispetto all’anno prima—quest’articolo del puntuale AppleInsider chiarisce un po’ il trend positivo della casa di Cupertino. Sempre parlando di numeri: è eccezionale notare che durante il keynote, alcuni dicono proprio durante la presentazione del prezzo, le azioni sono salite.
E infine, voci di corridoio dicono che l’aggiornamento di Youtube (ne parlavo qui) sia stato fatto proprio in sincrono con l’uscita del nuovo iPad, visto che il caro Steve faceva proprio vedere al pubblico in sala quanto è bello godersi Youtube sul tablet luccicante e ultrafino che aveva in mano.
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