Assegnisti rassegnati
Colloquio per un assegno di ricerca, ben 2 anni + 1 per 1200 euro mensili per dodici mensilità. Nella sala di aspetto dell’ente per cui facevamo domanda, tutti giovani, chi viene da Roma, chi da Napoli o da Genova. Tutti massimo 30 anni, contenti e speranzosi di poter fare ricerca — col sorriso sulle labbra, anche se l’assegno dura solo tre anni, anche se già da anni si vive di contratti di collaborazione (io cinque contratti diversi in due anni e mezzo). Ma giovani e contenti di poter fare il lavoro più bello del mondo, almeno per noi. Mentre ero lì, ad aspettare, fuori nel corridoio passavano i dinosauri, chi col caffè in mano, chi lavorando e chi no, tutti dinosauri con età minima 35 anni e media 50, ma diversi dai dinosauri, perché stavolta, forse, ci estingueremo prima noi.
Ma oggi scrivo dall’università, dal dipartimento, il giorno delle lauree magistrali. Oggi c’è il sole a Roma, e sembra quasi una buona giornata.
P.S. Oggi si è laurato Fabio, auguri!
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