Energiewende: la transizione (tedesca) verso l’energia sostenibile

I problemi legati alle energie rinnovabili, o meglio, i problemi legati all’adattamento delle infrastrutture e delle politiche energetiche esistenti alle energie rinnovabili sono complessi e complicati. Sebbene la superficialità con cui se ne parla, spesso finendo a parlare con slogan o ad applicare straw man arguments a mitraglia, per risolvere o mitigare tali problemi c’è bisogno di tempo, al fine di pensare soluzioni efficaci e per raccogliere le risorse necessarie.

More »

Servizi Climatici

Durante la terza conferenza mondiale sul clima (WCC3) l’Organizzazione Mondiale per la Meteorologia (WMO) ha introdotto il concetto di Servizi Climatici (climate services), inteso come l’uso delle informazioni climatiche mirato allo sviluppo di prodotti o servizi locali/regionali per il mondo industriale, agenzie governative, enti privati. L’intero framework è pensato per incentivare lo scambio di informazioni e concetti (non solo dati) tra il mondo della scienza del clima e gli utenti finali di tali dati, gli stakeholders (coloro che hanno degli interessi economici al riguardo).

More »

Rifiuti (che tendono a) zero

Rifiuti zero. Zero emissioni. Chilometri zero. Impatto zero. Lo zero sembra voler essere il numero associato alla cultura dell’ecosostenibile, sebbene la presenza dello zero sia qualcosa di raramente osservabile in natura. Nulla si crea e nulla si distrugge (mi ricollego al mio post precedente) e quindi lo “zero rifiuti” sembra voler dire “zero cibo” oppure “zero imballaggi”, “zero bottiglie”, insomma “zero crescita”. Questa potrebbe essere la lettura più pessimistica ed eccessivamente critica all’idea del Rifiuti Zero (Zero Waste), che va letta come il principio per cui i rifiuti dovrebbero tendere allo zero, cercando di massimizzare la parte “utile”, riducendo incarti, imballaggi, contenitori, insomma lo spreco.

More »

Inceneritori e nanotossicologia

Negli ultimi anni (direi almeno da cinque) il tema della gestione dei rifiuti e degli effetti sulla salute dell’incenerimento dei rifiuti è divenuto tema comune, su giornali e televisione, sebben ancora oggi rimangano un gran numero di aree oscure e incertezze, per motivi che vanno ovviamente dall’ignoranza, alla complessità dell’argomento passando per opportunismo e demagogia.

Premessa importante: per affrontare un problema complesso si cerca intanto di stabilire delle coordinate, dei confini, un terreno comune su cui discutere e argomentare. Penso ci sia poco da dire su cosa sia un inceneritore o su quanto esso sia diffuso e usato comunemente in Europa. Per cominciare con qualche numero possiamo dire che in Europa (intendo EU-27) nel 2008 si bruciavano (con o senza recupero di energia) circa il 5% dei rifiuti, con differenze notevoli ovviamente da nazione a nazione: Italia e Francia 6%, Spagna e UK 2%, Germania e Svezia 10%, Danimarca 22%. Le statistiche sono, come sempre, disponibili sui maggiori quotidiani italiani sul sito EUROSTAT (Waste Statistics).

More »

Sei immagini per raccontare la civiltà umana

Ieri sera al Planetario di Roma Amedeo Balbi e Antonio Pascale hanno presentato il “numero zero” della loro conferenza-spettacolo dal titolo “Dal big bang alla civiltà in sei immagini”. Il primo è astrofisico e ricercatore a Tor Vergata (e autore di libri divulgativi e di un bel blog sull’astronomia) e il secondo agronomo e scrittore (guardatevi il suo TEDx Talk a Reggio Emilia per farvi un’idea). Una conferenza-spettacolo dove i due si avvicendano a presentare al pubblico sei immagini che raccontano l’evoluzione dell’uomo, dal big bang alla nascita della cultura. Lo spettacolo (scoprirò al termine) è un esperimento e probabilmente (spero) si evolverà e verrà riproposto in giro per l’Italia.  Segue qui un mio breve racconto decisamente poco esaustivo e che non rende l’idea del filo comune che i due dipanano durante l’intero spettacolo (che dura un’ora).

More »

Quale futuro per i dottorati?

Tempo fa mi è capitato di fare del lavoro di volontariato: sistemare la biblioteca scientifica del nostro dipartimento dopo il trasloco. Mettevo in ordine cronologico i grossi volumi del Quarterly Journal of Metereological Society, i tomi più vecchi che abbiamo sono del 1959. Fino alla fine degli anni ‘60 c’è un grosso volume per anno, poi dal 1970 ci sono due volumi per anno, poi si passa a quattro fino agli anni intorno al 2006 che ci sono otto volumi per anno! Si chiama crescita esponenziale e scherzando mi chiedevo: ma quanto scrivono questi scienziati? Lo stesso trend si osserva in tutti i settori scientifici, scomparsi poi i vincoli della diffusione cartacea il numero di libri, riviste, collezioni oramai andrebbe aggiornato su scala odierna.

More »

Che fine ha fatto promesso.it?

Per chi non lo sapesse promesso.it era un sito Web di cui oggi avremmo veramente bisogno. Parlo al passato, perché nel 2006 il sito ha chiuso, ponendo sulla homepage un banner, che tuttora permane, che indica un prossimo ritorno. L’idea oggi può sembrare semplice, quasi banale, ma era realizzata con una semplicità e con un’essenzialità efficace, soprattutto in un periodo storico in cui non esisteva Facebook, Twitter, e Google ancora non era il gigante che oggi conosciamo.

L’idea di promesso.it era la seguente: il sito si proponeva di tenere memoria, tramite link e immagini, di tutte le promesse e profezie fatte da personaggi pubblici, sia politici, che sportivi e uomini dello spettacolo, e ad ognuna di esse associava una scadenza, al termine della quale si controllava l’esito. Una memoria pubblica che oggi darebbe materiale per tutti i quotidiani online e non, un sistema quasi meccanico che faceva ciò che i giornalisti oggi si dimenticano di fare: controllare la coerenza, consistenza, memoria di alcune affermazioni. Ovviamente mi riferisco alla politica, dove le dichiarazioni oggi sono tutte a scadenza, programmi politici interinali, che al termine dell’hype mediatico, delle raffiche di virgolettati, dei titoli rimbalzati tra quotidiani e Twitter, scompaiono e rimangono giusto negli archivi dei quotidiani e di Google News. E in questi archivi online, se non si usa la chiave di ricerca giusta, rimangono nascosti.

More »

I professori italiani sottopagati (?): un confronto con gli USA

Michele Boldrin, attualmente professore alla Washington University of St. Louis e collaboratore di Noise From Amerika, una settimana fa ha scritto l’assai dibattuto pezzo dal titolo “Il mito del docente universitario italiano sottopagato” che su NFA al momento in cui scrivo ospita 152 commenti da parte dei lettori. Come ogni (rara) volta in cui sulla stampa (online e assai più raramente cartacea) ci si trova di fronte a numeri e statistiche le persone impazziscono, un po’ per ignoranza, un po’ per malafede, e il dialogo tra guelfi e ghibellini diviene difficoltoso. Se non impossibile.
More »

Le amministrazioni pubbliche e la comunicazione ai cittadini

Una delle cose che amo molto della società inglese è l’attenzione verso l’utente/cliente, sia quello di un caffè o ristorante, o che sia egli un cittadino che paga le tasse e che fa il suo dovere. Nel Regno Unito c’è una tassa che si chiama Council Tax, riscossa dai comuni (councils appunto), essa si paga in proporzione alla zona dove si vive (gli studenti ne sono esclusi) ed alimenta tutti i servizi locali (scuole, strade, polizia, nettezza urbana, ecc). Puoi scoprire sul sito del Valuation Office Agency la tua abitazione in che fascia (band) si trova (da A ad E) e poi scopri quanto il tuo comune fa pagare. Ad esempio Birmingham fa pagare le seguenti cifre (vedi qui la tabella completa): per la fascia A (la meno costosa) sono 840 sterline, fascia B 980, fino alla fascia E (di lusso) in cui si paga 2500 sterline. Chiaro e semplice. Cosa succede quando ti si chiede di pagarla? Il comune ti manda un opuscolo (in fondo alla pagina) in cui ti spiega quanto ha incassato l’anno scorso e come ha speso i soldi. Ti vuole anche assicurare che l’aumento della Council Tax è stato al di sotto dell’inflazione e che con quei soldi ci hanno costruito strade, ospedali, ci stanno costruendo una biblioteca che non finisce, eccetera eccetera. More »

E’ incredibile quanto un’anatra può insegnarti

Era il 1992, una nave proveniente da Honk Kong affonda in mezzo al Pacifico con il suo carico di 29000 paperelle, tartarughe e rane, tutte galleggianti e di plastica. Da allora hanno insegnato molto ai numerosi oceanografi che continuano a rinvenirle nelle varie coste della Terra, spiegando le complesse e lunghe dinamiche delle correnti oceaniche. More »