Per quanto ancora ne abbiamo?

Negli ultimi anni si è tanto parlato dello sfruttamento da parte dell’uomo delle risorse minerarie ed energetiche, dando stime più o meno decise su quanto ci rimane di carbone, silicio, uranio ecc. In effetti sembra che in pochi decenni ci sia stato uno stravolgimento, si è cominciato a parlare di scarsità di risorse, di un futuro non così remoto senza elementi che davamo per scontati come ad esempio tutto il necessario per l’industria elettronica. Niente catastrofismi, cerchiamo di mettere un po’ in ordine sulle cifre sparate a destra e manca.

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L’energia eolica e la sua intermittenza

Se ne parla spesso dei vantaggi e svantaggi delle rinnovabili e del problema della loro intermittenza (il dispatched-by-God problem). Il problema si pone semplicemente: se ho 1 MW di potenza eolica (o solare) installata e quella smette di fornirmi energia (il vento cala o, meno drasticamente, scoppia un temporale e quindi inizia ad esserci troppo vento) devo affidarmi ad una risorsa di emergenza normalmente a combustibile fossile (gas, carbone, petrolio ecc). Quindi finisce che per 1 MW di fabbisogno ne installo il doppio.

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Lauree e Disoccupati

Secondo le statistiche più recenti, i tassi di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nel nostro Paese hanno raggiunto livelli assai prossimi al 30% (articolo Sole 24 ore). Questi giovani vengono definiti NEET (Not in Education, Employment or Training), definizione anglosassone che si riferisce generalmente ai giovani tra i 16 e i 24 anni, in Italia alla fascia 15-29 (numeri che fanno riflettere). L’ISTAT nel 2009 ha pubblicato delle statistiche con dei numeri più confortati rispetto a quelli riportati sul Sole 24 Ore perché si riferiscono ad una fascia d’età più ampia (fino ai 29 e non 24 anni). In questo report (disponibile qui)  si comprende che nel 2009 il 21.2% dei giovani 15-29 (donne 24.4% e uomini 18.8%) possono essere definiti NEET. More »

Lavori In Corso

Il blog sta vivendo un momento di pausa dovuto alle attese per l’allaccio ADSL. Siamo in attesa.

Il Mediterraneo studiato all’ENEA

Nell’Unità ENEA dove mi trovo ora c’è chi si occupa di studiare le maree del Mediterraneo e i flussi presso lo stretto di Gibilterra (qui la pagina di ricerca dell’unità). Questi sono dei video messi online da un mio collega sul suo lavoro, sono molto belli, meritano uno sguardo.

Energia in Europa e nel Mondo: consumi e proiezioni sulla rinnovabile

Nell’immagine c’è il trend fino al 2035 del consumo energetico mondiale fornito dall’EIA (qui tutto il report, da leggere vivamente). Niente di nuovo sotto il sole: la popolazione mondiale ha fame di energia, o forse meglio, ha fame in generale. Nel grafico seguente (elaborazione mia) invece mi concentro sull’Europa, partendo dai dati EUROSTAT (questi qui, valori in MToe normalizzati al 1990) aggiornati al 2008, si può osservare un trend crescente fino al 2006 e poi un arresto.  More »

Uomini e Dottori

Finalmente dopo tre anni arriva il dottorato di ricerca. Tempo fa un professore di Catania disse all’aula della scuola dove ero, una summer school di tutti giovani (aspiranti) ricercatori, che la ricerca è fatta dalle persone, sono proprio i legami personali tra di loro che la portano avanti, più delle idee e più del talento. Nella foto sulla sinistra ci sono io e sulla destra c’è Sandro, che oramai dodici anni fa decise di varcare la soglia della stessa aula dove ero io (e viceversa) e da allora non è più riuscito a seminare me come tanti altri. Oddio ora sembra che a Zaragoza ci stia riuscendo.

L’aria delle città (e non solo): polveri e PM10

Un articolo del 2005 pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) definisce il particolato (Particulate Matter, PM) secondo il diametro:

  1. Il PM10, con diametro più piccolo di 10 micrometri, che può raggiungere i polmoni e le vie respiratorie. Scompare dall’atmosfera al seguito di precipitazioni e comunque nel giro di poche ore
  2. Il PM2.5 che può raggiungere le regioni alveolari dei polmoni, per questo più pericoloso. Rimane nell’aria per giorni o settimane.

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Informazioni dal Giappone

In questi giorni la vicenda del terremoto giapponese e della drammatica situazione dei reattori di Fukushima sono sulle prime pagine di quasi tutti i quotidiani, siti di news e telegiornali. Purtroppo questi mezzi, in Italia soprattutto, hanno una capacità pressoché nulla di approfondire e spiegare, preferendo affidarsi a titoli ad effetto e ragionamenti di pancia. La soluzione è affidarsi ad un po’ di risorse web, che qui di seguito consiglio in ordine sparso:

  1. Il liveblogging de Il Post e i suoi approfondimenti
  2. Gli articoli estesi e puntuali, spesso con interviste, de linkiesta.it
  3. Twitter sempre e comunque, magari puntando a tag molto attuali come #fukushima , si arriva anche a 20-30 update al secondo
  4. Un tumblr molto interessante sul nucleare dal nome assai esplicativo All Things Nuclear

Per ora questa è la mia selezione, cercherò di tenerla aggiornata con eventuali new entry.

UPDATE (22 Marzo 2011): un altro sito interessante è World Nuclear News, della World Nuclear Association. Inoltre a questo punto non si può non citare l’infografica di xkcd che spiega l’entità e la quantità di radiazioni dovuti alla vita quotidiana e non. Un vignettista con una laurea in fisica, cento volte più utile di un articolo scritto da un giornalista con una laurea in nulla.

Rinnovamenti online

Visto che il dottorato sta per giungere al termine e l’affiliazione con il Dipartimento di Informatica e Automazione tra un mese non avrà più valore formale ho deciso di muovere la mia pagina accademica da una di dubbio gusto su hosting del DIA ad un research blog molto chic e semplice sul mio dominio. Ci sono errori di grammatica inglese qua e là, un cappuccino macchiato a chi me ne trova qualcuno.